L’aspartame dichiarato “possibilmente cancerogeno”. Quali le conseguenze?

 
L’OMS (l’Organizzazione mondiale della Sanità) ha dichiarato l'aspartame come "possibilmente cancerogeno per l'uomo", lasciando però invariato il livello di assunzione giornaliera accettabile.
L'aspartame è un dolcificante artificiale (chimico) impiegato in moltissimi prodotti alimentari e bevande a partire dagli anni '80, tra cui bevande dietetiche, gomme da masticare, caramelle, gelati, yogurt, cereali per la colazione, alcuni dentifrici e farmaci come gocce per la tosse.
L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Oms ha effettuato la sua prima valutazione della cancerogenicità dell’aspartame durante un incontro a Lione, in Francia, dal 6 al 13 giugno. Ed ecco che quindi l’aspartame è stato inserito nella categoria Gruppo 2B, sulla base di test che riguardavano specificamente il carcinoma epatocellulare, un tipo di cancro al fegato. Altri test sono stati effettuati su animali da laboratorio. Si ricordi a tal proposito che la classificazione IARC prevede il Gruppo 1 (Cancerogeno per l'uomo), il Gruppo 2A (Probabilmente cancerogeno per l'uomo), il Gruppo 2B (Possibilmente cancerogeno per l'uomo) e il Gruppo 3 (Non classificabile come cancerogeno per l'uomo).
La categoria Gruppo 2B contiene anche l’estratto di aloe vera e l’acido caffeico presenti nel tè e nel caffè, ha affermato Paul Pharoah, professore di epidemiologia del cancro presso il Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles. «Il pubblico in generale non dovrebbe essere preoccupato per il rischio di cancro associato a una sostanza chimica classificata come gruppo 2B», ha affermato. Mary Schubauer-Berigan della Iarc ha affermato che le prove riferite al carcinoma epatocellulare provengono da tre studi, condotti negli Stati Uniti e in 10 Paesi europei.
"Non stiamo consigliando alle aziende di ritirare i prodotti, né stiamo consigliando ai consumatori di smettere del tutto di consumarli", ha affermato Francesco Branca, direttore della nutrizione e della sicurezza alimentare dell’OMS. Aggiungendo inoltre che “stiamo solo consigliando un po’ di moderazione”.
Sembra quindi che non ci sia motivo per modificare la dose giornaliera accettabile stabilita nel 1981: da zero a 40 milligrammi di aspartame per chilogrammo di peso corporeo.
In termini concreti cosa si intende?        
Se una sola compressa di dolcificante contiene 85 milligrammi, per superare i limiti consentiti un uomo di 70 kg dovrebbe assumerne 33 al giorno, mentre nel caso di una lattina di bibita dietetica contenente 200 o 300 mg di aspartame, significherebbe consumarne oltre 9-14 lattine al giorno per superare la dose giornaliera accettabile.
“Le valutazioni sull'aspartame”, ha dichiarato Branca, “hanno indicato che, sebbene la sicurezza non rappresenti una preoccupazione importante alle dosi comunemente utilizzate, sono stati descritti effetti potenziali che devono essere indagati con studi più approfonditi e di migliore qualità”.
La IARC e l'OMS hanno dichiarato che continueranno a monitorare le nuove evidenze e a incoraggiare gruppi di ricerca indipendenti affinché conducano ulteriori studi sulla potenziale associazione tra l'esposizione all'aspartame e gli effetti sulla salute dei consumatori.
 
 
 
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