Rendere gli strumenti di sostegno agli investimenti più accessibili alle piccole e medie imprese, favorendo la collaborazione tra aziende senza comprometterne l’autonomia. È questa la proposta presentata da Paolo Uberti, presidente di UnionAlimentari–Confapi, in occasione della IV edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca., promossa da AGroDiPAB presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Al centro dell’intervento, la necessità di individuare soluzioni concrete per sostenere la competitività delle imprese agroalimentari, superando gli ostacoli burocratici e le difficoltà di accesso agli strumenti di finanziamento, che spesso penalizzano le realtà di dimensioni più contenute. Tra le proposte illustrate da Uberti, la possibilità di consentire a più imprese di aggregare i propri investimenti per raggiungere una soglia complessiva di 3 milioni di euro, più vicina alle capacità finanziarie delle PMI. Un modello pensato per rendere maggiormente accessibili strumenti come i contratti di sviluppo, che possono sostenere progetti produttivi, tecnologici e digitali, ma che richiedono generalmente investimenti difficili da affrontare per una singola piccola impresa.
«La nostra idea può essere riassunta in una frase: aggregare gli investimenti senza complicare la vita delle imprese», ha dichiarato il presidente di UnionAlimentari–Confapi. La proposta prevede che ciascuna azienda mantenga la titolarità dei propri investimenti e riceva direttamente le eventuali agevolazioni, mentre le associazioni di categoria potrebbero svolgere un ruolo di coordinamento dei progetti, facilitando la partecipazione delle imprese e la costruzione di iniziative condivise.
«Le piccole imprese investono ogni giorno, anche se con importi più contenuti. Sommando questi investimenti, possiamo dare loro una rilevanza strategica e rafforzare la capacità delle PMI di innovare, crescere e restare sul mercato», ha sottolineato Uberti. L’obiettivo è valorizzare la capacità di investimento già presente nel tessuto produttivo, mettendo le imprese nelle condizioni di affrontare percorsi di innovazione e sviluppo senza rinunciare alla propria indipendenza. Aziende più solide e resilienti significano, infatti, maggiore continuità produttiva, tutela dell’occupazione e un contributo concreto alla tenuta economica dei territori.
Accanto al tema degli investimenti, Uberti ha richiamato le criticità operative che interessano quotidianamente la filiera Ho.Re.Ca., a partire dalla logistica dell’ultimo miglio e dalla complessità delle disposizioni comunali che regolano le consegne nei diversi territori. La frammentazione delle regole e la molteplicità degli adempimenti rappresentano un ostacolo per le imprese, con ricadute sull’organizzazione delle attività e sull’efficienza della distribuzione. In questo contesto, il lavoro sulla possibile realizzazione di una piattaforma unica nazionale e sulla semplificazione burocratica rappresenta una direzione da perseguire per rendere più agevole l’operatività delle aziende. Si tratta di questioni che richiedono un confronto costante tra imprese e istituzioni, con l’obiettivo di individuare strumenti capaci di rispondere alle esigenze concrete degli operatori e di migliorare il funzionamento dell’intera filiera.
L’intervento di UnionAlimentari–Confapi si inserisce in un più ampio percorso di dialogo tra il mondo produttivo e le istituzioni. Nel resoconto dell’iniziativa, AGroDiPAB ha riferito dell’istituzione, da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), di un Gruppo di lavoro dedicato alla distribuzione Ho.Re.Ca., chiamato ad affrontare, tra gli altri, i temi della logistica dell’ultimo miglio, dell’accesso urbano e delle fatture insolute. Questioni strategiche per un comparto che collega produzione, distribuzione e mondo dell’accoglienza e che necessita di condizioni operative più semplici, efficienti e sostenibili.
UnionAlimentari–Confapi conferma il proprio impegno nel rappresentare le esigenze delle PMI agroalimentari nei tavoli di confronto istituzionale, promuovendo proposte che favoriscano gli investimenti, sostengano l’innovazione e rafforzino la competitività delle imprese. Una sfida che passa anche dalla capacità di trasformare le esigenze delle singole aziende in progetti condivisi, capaci di generare valore per l’intero sistema produttivo.


