DAZI ADDIO? MERCOSUR E MERCATO UE: COSA ASPETTARSI PER LE PMI AGROALIMENTARI

Dopo oltre 25 anni di negoziati, l’Unione Europea e il Mercosur hanno raggiunto un accordo commerciale storico che prevede l’eliminazione progressiva della maggior parte dei dazi bilaterali tra i due blocchi, con un impatto diretto sul settore agroalimentare europeo. Il 17 gennaio 2026 a Asunción è stato firmato il Partnership Agreement e l’Interim Trade Agreement, aprendo la strada a un’area di libero scambio che coinvolge circa 700 milioni di consumatori. Nonostante la firma, la ratifica definitiva richiede ancora l’approvazione del Parlamento europeo e degli stati membri, con alcune verifiche legali ancora in corso, ma la Commissione europea ha indicato che l’accordo potrebbe essere applicato in via provvisoria già da marzo 2026 non appena almeno uno dei Paesi Mercosur completerà la ratifica.

Per il comparto agroalimentare italiano e europeo, l’accordo rappresenta una doppia opportunità: da un lato permette di aumentare le esportazioni di prodotti di qualità come vino, olio d’oliva, formaggi, dolciumi e altri alimenti a valore aggiunto grazie all’abbattimento dei dazi che oggi possono arrivare fino al 55% per alcune categorie di prodotto; dall’altro espone il mercato interno europeo a una maggiore concorrenza su prodotti primari come carne bovina, pollame, zucchero, soia, riso e miele, con il rischio di pressione sui prezzi e sui redditi degli agricoltori. L’accordo prevede l’azzeramento o la riduzione delle tariffe su oltre il 90% delle merci, con l’eliminazione dei dazi su olio d’oliva, vino, bevande, formaggi e latticini entro quote specifiche, e la rimozione di tariffe fino al 20% su dolci e cioccolato, offrendo alle PMI italiane nuove opportunità di accesso a un mercato sudamericano in crescita. Viene inoltre garantita la tutela delle Indicazioni Geografiche, con oltre 340 prodotti protetti, tra cui 57 italiani, e la possibilità di applicare clausole di salvaguardia per i prodotti più sensibili qualora l’importazione provocasse danni significativi al mercato UE. L’accordo conferma il rispetto degli standard europei su salute, sicurezza alimentare e ambiente, assicurando che solo prodotti conformi possano entrare nel mercato.

Le stime della Commissione indicano che le esportazioni agroalimentari europee verso i Paesi Mercosur potrebbero crescere fino al 50%, offrendo una chance concreta di espansione per il Made in Italy, ma richiedono strategie mirate per affrontare la concorrenza e sfruttare appieno le opportunità offerte dal trattato. In sintesi, il settore agroalimentare italiano deve prepararsi a cogliere i benefici legati al libero accesso a un mercato in espansione, puntando su qualità, Indicazioni Geografiche e innovazione, pur rimanendo vigile rispetto ai rischi derivanti dalla concorrenza sui prodotti commodity, utilizzando strumenti di protezione come le salvaguardie previste dall’accordo.

FONTE: APNEWS, ANSA, SOLE 24 ORE